“Dio vuole la nostra felicità come ogni padre la desidera per i propri figli. A quanto pare, allora, la felicità è un ordine, un dovere…perché se non si trovano le ragioni per la propria felicità, non c’è ragione per vivere”. E’ quanto scrive mons. Giuseppe Marra, ordinario militare per l’Italia, in una lettera pastorale inviata in occasione delle prossime festività natalizie e del nuovo anno. “Dalla felicità del cuore – continua il vescovo – dipende la qualità della vita e l’operosità di ciascuno. Chi non è felice non vive, spesso si lascia vivere, non produce, o produce male, per cui può diventare pericoloso”. Ma la felicità non va confusa con la ricerca del piacere: “Tutto ciò che è cristiano è segnato dalla croce. Se accettiamo la vita come impegno responsabilità ed entriamo nel gioco del rinnegamento di noi stessi, siamo sicuri di imbatterci ogni giorno nella croce”. Per ogni cristiano, ricorda mons. Marra, “non c’è croce senza Cristo. Chi allontana o disprezza la croce, allontana e disprezza Cristo. Dopo aver accettato di portare la propria croce ogni giorno con amore, siamo già sulla strada giusta per raggiungere la felicità, Dio. Gesù si è già fatto sentire vicino”. In una città, come Roma, che “è tutta un cantiere in vista del 2000”, ciascuno di noi – conclude l’ordinario militare per l’Italia – è chiamato a fare “un buon lavoro di restauro”, attraverso “La nostra vita di ogni giorno, con tutte le sue rinunce e le sue croci. La guida sicura è Gesù col suo Vangelo. Non ci manca proprio niente per camminare sicuri verso la meta”. ” “” “