“Non venga calpestata la dignità dei poveri, e non per carità, ma per giustizia!”. Questo potrebbe essere, secondo il direttore della Caritas diocesana di Roma, mons. Guerino Di Tora, “lo slogan della nuova sanità”. Lo ha detto intervenendo al convegno promosso questa mattina a Roma dall’Istituto superiore di Sanità e dal ministero della Sanità in collaborazione con la Caritas diocesana sul tema: “Esclusione e marginalità: un problema di sanità pubblica”. Nonostante il costante aumento di reddito complessivo e il miglioramento medio del livello di vita, si approfondiscono infatti in Italia le disuguaglianze sociali ed economiche e si traducono in “disuguaglianza nei confronti della salute” come le ha definite il “Piano sanitario nazionale 1998-2000”- documento programmatico della sanità nel nostro paese – che ha assunto tra i punti qualificanti l’impegno di contrastare questa realtà per la quale fasce deboli sempre più numerose sono esposte alla povertà, al rischio di contrarre patologie e ad una ridotta possibilità di accesso ai servizi di prevenzione e cura. In Italia ci sono tre milioni di famiglie in condizioni disagiate, ma vi è un alto numero di nuclei familiari a rischio di emarginazione che va sostenuto: “la lotta alla povertà e l’impegno per la promozione umana – ha concluso mons. Di Tora – assumono per la Caritas un particolare significato pastorale in prossimità dell’Anno Santo” e richiedono l’attivazione di una sinergia tra istituzioni, cittadini, volontariato e mondo della ricerca