A 28 anni dalla “Dichiarazione dei diritti dell’handicappato mentale” (20 dicembre 1971) “i problemi inerenti la disabilità mentale in Italia, alla luce di tante tragedie di follie quotidiane, restano ancora in massima parte insoluti”. Lo afferma Franco Previte, dell’associazione “Cristiani per servire” per il quale “le Istituzioni non devono e non possono ignorare il compito loro spettante di occuparsi della giusta sistemazione e della cura appropriata e costante dei disabili mentali”. Anche se a riguardo “non mancano convegni o parole impegnative” – dichiara Previte – “le Istituzioni non ricordano che spesso le inadempienze sono più gravi della violazioni”.” “Nella ricorrenza del 20 dicembre, per il riconoscimento dei diritti del disabile mentale, – conclude Previte – “è molto importante la mobilitazione delle coscienze verso quei ‘cittadini’ privi di un bene prezioso, se non il più prezioso, che madre natura può concedere all’uomo”.” “Secondo cifre fornite dall’Organizzazione mondiale della Sanità si stima che nel mondo circa un miliardo e mezzo di persone soffrano di disordini neuropsichiatrici di vario genere. In Italia si calcola che il 2% accusa disturbi del genere; un dato in costante aumento.” “