“E’ mio dovere intervenire al fianco della mia gente, non solo per condividerne il dramma continuo che vive sulla propria pelle ma per gridare affinché coloro che sono preposti alla salvaguardia del territorio non si limitino solo a tracciare linee rosse, gialle e turchine ma intervengano con celerità a scongiurare fattivamente che altre sofferenze siano inflitte ad un popolo già tanto provato”. Sono parole di mons. Gioacchino Illiano, vescovo di Nocera Inferiore e Sarno a commento della recente alluvione di Cervinara che ricorda da vicino la tragedia del maggio 1998 di Sarno, Quindici e Siano, zone dove ancora oggi la pioggia crea “continui allarmi e minacce di nuovi dissesti idrogeologici”.” “Quello di Sarno “è un popolo stanco del continuo andirivieni di politici di turno nelle zone colpite per fare analisi e progetti che poi non sortiscono la soluzione del problema”, scrive mons. Illiano. “Il popolo vuole fatti e non parole d’occasione, ma vuole soprattutto che il politico impegnato nella vita pubblica ponga l’uomo al centro della sua attività”. Trascurare tali situazioni, per il vescovo di Nocera Inferiore, potrebbe “provocare anche momenti di tensione, e a lungo andare risultare anche incontrollabili da parte della Chiesa con possibile disturbo della quiete pubblica”. “Per questo – conclude mons. Illiano – le cause che provocano ingiustizia e degrado a Sarno vanno rimosse al più presto. La popolazione deve uscire rapidamente dall’emergenza e ritornare a svolgere la propria esistenza e il lavoro in tranquillità”.” “” “