TRAGEDIA DI CALCINATO: IL SETTIMANALE DI BRESCIA, “ACCOGLIERE L’UOMO PER QUELLO CHE È”

” La decenza della vita, la dignità dell’uomo si misura troppo sommariamente e cinicamente sulla sua integrità fisica”. Così Giuseppe Mensi commenta sul prossimo numero del settimanale diocesano di Brescia “La Voce del Popolo” la tragedia che venerdì scorso ha scosso Calcinato dove una madre ha ucciso suo figlio per timore di vederlo messo in disparte a causa dell’handicap. Nell’esprimere “pietà e compassione”, l’editorialista si sofferma ad analizzare “la motivazione” che hanno spinto la donna a compiere un simile gesto. “La vita di un bambino soggetto ad handicap fisico, o mentale – scrive Mensi – non genera semplicemente pietà e cure amorevoli, a volte alimenta pensieri più oscuri”. Si arriva così a giustificare “tutto pensando al suo futuro, alle sue eventuali sofferenze: ma è soltanto un alibi meschino – aggiunge Mensi – che non lascia intravedere la vera questione di fondo. Cioè l’incapacità a prendere su di sé il peso dell’altro, il suo presente e il suo futuro, ad accogliere l’uomo per quello che è e non per come vorremmo che fosse: piccolo o grande che sia, maschio o femmina, italiano o straniero, sano o malato”. “È evidente – conclude l’editorialista – che là dove l’uomo è debole, là dove urla la sua povertà e il suo bisogno, l’impegno, la preoccupazione, la premura devono essere più grandi e più condivise, devono farsi cultura, respiro di un popolo, al punto che il solo pensiero di far del male ad uno dei più piccoli perché la sua esistenza potrebbe un giorno risultare insopportabile, diventi un tabù, uno scandalo ingiustificabile. Allora nessuna madre sentirà di essere sola a portare il dramma di un figlio meno fortunato di altri”.