“Un’occasione per porsi responsabilmente di fronte ai propri simili e al mondo, riscoprendo il valore dei rapporti con gli altri, con le cose, con gli animali, con la terra, così come accadeva nel Giubileo antico, il cui significato è stato molto ripreso da questo Papa”. Il politologo Ernesto Galli Della Loggia commenta in questi termini l’apertura della Porta Santa, che Giovanni Paolo II varcherà attorno alle 11,20 di domani sera, vigilia di Natale, aprendo ufficialmente le celebrazioni per l’anno giubilare. Il Giubileo, per Galli Della Loggia, “dovrebbe essere prima di tutto un invito a riflettere sulla prepotenza e sulla sordità di ciascuno di noi: il non saper ascoltare gli altri e il prevalere con la forza e la violenza sono, infatti, a mio avviso i due mali principali della nostra epoca”. Di qui “la richiesta di perdono, che dovrebbe scaturire dalla consapevolezza che troppo spesso impostiamo male i nostri rapporti con gli altri e con il mondo”. A parere di Galli Della Loggia, inoltre, il Giubileo “non avrebbe avuto l’eco che ha se non fosse stato per Giovanni Paolo II: questo Papa anziano, che non nasconde nulla della sua età e che contribuisce a dare al Giubileo una portata umana, concreta, che tocca molto di più di un’astratta simbologia”. Un Giubileo, insomma “che sa farsi ‘carne e sangue’: è la prima volta nella storia – conclude il politologo – che questa idea si fa strada”.