Lo rivela la Campagna internazionale per la messa al bando delle mine che oggi, secondo anniversario dall’accettazione del Trattato internazionale di Ottawa per la Messa al Bando delle Mine, a cui anche l’Italia ha aderito, ha reso noto alcuni dei dati del Landmine Monitor Report 1999, il rapporto che contiene informazioni su ogni paese del mondo in materia di mine. A dieci anni dalla adozione della Convenzione sui Diritti dell’Infanzia, “le mine terrestri privano ancora i bambini dei loro diritti fondamentali, violando sistematicamente il diritto alla vita, il diritto alla assistenza sanitaria, il diritto alla protezione in situazioni di conflitto”.” “Secondo il documento, infatti, “i bambini rappresentano il 25% dei feriti curati per ferite da guerra negli ospedali della Croce Rossa in Afghanistan e Cambogia, ed il 75% dei feriti da mina in un ospedale nel nord della Somalia”. Molti di questi “non sopravvivono all’impatto con l’esplosione delle mine. Alcuni muoiono dopo una terribile agonia, o per dissanguamento che le ferite da mine provocano”. I sopravvissuti restano disabili permanenti, “perdono uno o entrambi gli arti inferiori o superiori, subiscono gravi ferite all’addome ed ai genitali, restano sfigurati in volto, e privi di vista”. I tempi di attesa per una riabilitazione con arto artificiale raggiungono i 10 anni ed i “bambini mutilati non sono più in grado di frequentare la scuola e spesso per vergogna non lasciano più la loro casa”. E’ la curiosità – secondo il rapporto – la causa principale di esposizione alle mine dei bambini. “Alcune mine antipersona, come le mine farfalla lanciate dagli aerei, sono disegnate specificamente per attrarre i bambini”. ” “