SANITÀ: NOVARINI (AMCI), “COMPRENSIBILE” LA PROTESTA DEI PRESIDI DI MEDICINA

Una protesta “comprensibile” e in qualche modo “inevitabile”. Almerico Novarini, preside della Facoltà di Medicina dell’Università di Parma e vice-presidente dell’Associazione Italiana Medici Cattolici (Amci), definisce così le iniziative di protesta contro il decreto Bindi-Zecchino, approvato nei giorni scorsi dal governo, che in sostanza detta a quelli universitari le regole dei medici ospedalieri, attraverso il primato all’attività di assistenza su quella didattica e di ricerca. “Noi medici universitari – spiega Novarini – abbiamo il problema di mettere insieme la centralità del malato, in quanto medici, la centralità dello studente, perché formatori. Ritengo che, nel nostro caso, la priorità vada data alla formazione degli studenti, rispetto alla quale l’assistenza ai malati è da considerarsi uno ‘strumento’, sia pure indispensabile per esercitare le attività di didattica, formazione e ricerca”. Il punto di vista del Ministero della Sanità, secondo il preside, “si colloca esattamente all’opposto: per i medici universitari, l’assistenza è uno strumento, per la sanità è invece il fine primario”. In linea teorica, aggiunge il vice-presidente dell’Amci, la soluzione “ideale” a questo problema sarebbe “che si mettesse al centro il malato e lo studente, ognuno per i rispettivi compiti, in un’ottica di collaborazione reciproca”. “Quello che i medici universitari, però, temono – conclude Novarini – è che il decreto del governo nasconda l’intenzione di ‘scorporare’, in qualche modo, le facoltà di medicina dall’università, svuotando così di significato la funzione e il ruolo di tale categoria professionale”.