RAPPRESENTANTI DELLE FAMIGLIE IMMIGRATE NEL FORUM DELLE FAMIGLIE

Lo ha proposto mons. Luigi Petris, direttore generale della Fondazione Migrantes. Se la Chiesa deve impegnarsi per una pastorale specifica per la famiglia immigrata, ha detto mons. Petris, “spetta alle stesse famiglie immigrate organizzarsi ed entrare a far parte del Forum delle Famiglie per far sentire la propria voce ed esprimere insieme agli altri i propri bisogni”. Petris è intervenuto ieri al seminario di studio sugli “Aspetti pastorali della famiglia immigrata”, promosso dall’Ufficio nazionale per la Pastorale della Famiglia, dalla Caritas italiana e dalla Fondazione Migrantes della Cei” “”E’ la prima volta che tre organismi ecclesiali promuovono assieme un incontro per parlare, studiare e lavorare in unità di intenti sui problemi della famiglia immigrata”, ha osservato il vescovo Alfonso Maria Garsia, presidente della Fondazione Migrantes, celebrando la Messa che ha concluso i lavori. Sono stati due giorni di confronto fra i rappresentanti dei tre organismi ecclesiali gruppi di famiglie italiane e di famiglie immigrate in Italia provenienti da tutto il mondo, laici e religiosi impegnati a livello locale nell’opera di accoglienza e di sostegno alle famiglie. “Manca una pastorale per la famiglia immigrata – ha ribadito don Elvio Damoli, direttore della Caritas italiana -. E dalla mia esperienza rilevo che i parroci sono spesso impreparati a sostenere questa realtà. E’ quindi importante la collaborazione dei tre organismi della Cei per avviare un lavoro comune. E’ necessario anche aprirsi ad altre dimensioni della pastorale come quella del lavoro, della catechesi e della liturgia”. La nuova legge italiana sull’immigrazione, ha notato infine mons. Petris, “promuove i ricongiungimenti familiari con l’obiettivo di favorire l’integrazione degli immigrati. Ma non basta promuovere il ricongiungimento, occorre sostenere e valorizzare la famiglia. Una famiglia debole è la cassa di risonanza dei limiti e delle mancanze della politica migratoria”. ” “