WTO-SEATTLE: L.CASELLI, LE RAGIONI DI UN FALLIMENTO

“Quanto è accaduto a Seattle è la punta di un iceberg dei problemi che avremo nel nostro futuro. La globalizzazione, infatti, è arrivata prima che avessimo gli strumenti culturali e politici adatti a governarla”, afferma Lorenzo Caselli, preside della Facoltà di Economia e Commercio dell’Università di Genova e presidente del Movimento ecclesiale di impegno culturale, in un’intervista che sarà pubblicata sul prossimo numero del Sir in merito al fallimento del recente vertice dell’Organizzazione mondiale del commercio a Seattle, negli Stati Uniti. “La globalizzazione – prosegue il docente – è inarrestabile ma bisogna cercare di amministrarla secondo giustizia sociale, così come è possibile coniugare il mercato con la solidarietà. Invece a Seattle hanno avuto la meglio le paure e i corporativismi: gli europei hanno difeso gli agricoltori, gli Stati Uniti i cibi transgenici, i Paesi in via di sviluppo hanno reclamato maggiore libertà di azione e meno vincoli alla crescita industriale”.” “Per Caselli le proteste a Seattle hanno dimostrato che “si comincia a percepire in tutto il mondo che c’è bisogno di un nuovo stile di vita. Ma questo nuovo stile di vita non può essere imposto da pochi potenti. Al contrario, deve nascere dal coinvolgimento e dal rispetto di tutte le componenti della società civile. La gente ha cominciato a capire che non sono in gioco solo questioni tecniche e commerciali ma questioni fondamentali che attengono alla giustizia, ai rapporti fra i diversi Paesi, all’ecologia, al controllo della scienza e della tecnologia. Su questi temi la gente non ha intenzione di delegare le decisioni a pochi potenti o alle multinazionali. Vuole prendere direttamente la parola”.” “