Pubblichiamo il testo integrale della nota settimanale del Sir. E’ stato un successo il viaggio del Papa in America. E non solo per il grande entusiasmo delle folle o per la storica decisione del governatore del Missouri Mel Carnahan, che ha concesso al grazia al pluriomicida Darrel Mease. Ma soprattutto perché Giovanni Paolo II ha parlato chiaro, con grande franchezza a tutti, riproponendo l’essenziale del suo pontificato: Cristo al centro e la dottrina sociale come conseguenza. Ha riassunto prima di lasciare Saint Louis: “America, se vuoi la pace opera per la giustizia, se vuoi la giustizia difendi la vita, se vuoi la vita abbraccia la verità, la verità rivelata da Dio”. ” “Il Giubileo, ed in concreto i Sinodi continentali in preparazione di quell’appuntamento, vuole proprio avere questo significato: ricapitolare la storia e rilanciare la speranza, la presenza viva della Chiesa e dei cattolici. Il viaggio in America infatti era stato motivato dalla consegna dell’Esortazione apostolica “Ecclesia in America”. Nei discorsi a Città del Messico, di fronte alla madonna di Guadalupe proclamata “imperatrice delle Americhe”, ed a Saint Louis negli Stati Uniti, il Papa ne ha rilanciato i contenuti, ha rinnovato i vibranti appelli per la “globalizzazione della solidarietà”, contro la pena di morte, il narcotraffico, ogni forma di sfruttamento, ogni attentato alla vita, ogni degradazione della natura. Alla radice ha esortato alla nuova evangelizzazione, affinché la Chiesa possa essere “fermento di unità e non di divisione dell’umanità che si apre a nuovi, ampliati e ancora non ben definiti orizzonti”. Ha parlato dei diritti umani ed alla radice ha rilanciato il decalogo, sì, proprio i comandamenti di Dio, riconosciuti da tutte le religioni del Libro. Essi, anche nello sfilacciato orizzonte etico contemporaneo, possono rappresentare un punto di riferimento essenziale per tutti.” “Nessun trionfalismo, certo. Il passaggio storico è assai delicato, tanto nelle Americhe che a livello planetario. ” “Qui valgono due considerazioni. A livello politico-economico il Papa, già sull’aereo che lo portava in America, aveva posto il tema del “nuovo ordine mondiale”, drammaticamente riemerso in occasione della ripresa dei bombardamenti americani in Iraq. Come vedono gli Stati Uniti la loro solitudine, il fatto che “sono rimasti soli”, l’unica superpotenza? Come fare per realizzare un ordine “umano, giusto, pacifico”? Il Papa ha lasciato gli Stati Uniti con un appello alla responsabilità: essi rimarranno “un faro di libertà” solo se terranno fede alle verità morali che sono alla base della loro origine e della loro identità. Di qui il parlare franco e forte contro ogni “cultura della morte”.” “Ma ci sono altre sfide, più radicali per la Chiesa e per la fede. Ci sono i sondaggi puntualmente usciti negli Stati Uniti, secondo i quali una larga fatta di credenti ritiene che si possa essere buoni cattolici pur non condividendo le posizioni del Papa su questioni di fede e di morale. C’è la sfida delle sette e del supermercato del sacro. A questo proposito è utile ricordare uno dei paragrafi finali dell’esortazione apostolica “Ecclesia in America”. Si constata che “non pochi cattolici abbandonano la Chiesa” proprio sedotti da queste nuove proposte religiose. I più esposti sono i poveri, tanto in senso spirituale che materiale. Le cose da fare sono molte. Suscitare comunità vive, gruppi di famiglie, ma anche ricordare che “una pastorale orientata in modo quasi esclusivo alle necessità materiali dei destinatari finisce per deludere la fame di Dio che hanno questi popoli, lasciandoli così in una situazione vulnerabile davanti a qualsiasi offerta spirituale”. Solo una Chiesa “che viva intensamente la dimensione spirituale e contemplativa, e che si prodighi generosamente nel servizio della carità”, prosegue il testo, “sarà sempre più testimone credibile di Dio per gli uomini e donne alla ricerca di un senso per la propria vita”.” “Sono i temi cruciali di questo passaggio storico. Sono temi che certamente ritroveremo anche nella ormai imminente assemblea sinodale per l’Europa. Intanto il Papa continua a spendersi per tutti. Si parla del viaggio in Terrasanta e forse in Iraq e Giovanni Paolo II non cessa di pensare alla Russia ed alla Cina. Per potere parlare a tutti e per potere essere vicino a tutti.” “