E’ la preoccupazione della Cism (Conferenza italiana superiori maggiori d’Italia) che nelle recenti sedute del consiglio plenario e del consiglio nazionale ha rilevato, all’interno delle diverse comunità, una sempre più esigua presenza di religiosi giovani a fronte di un maggior numero di religiosi anziani. ” “Nella attuale “situazione di emergenza” la Cism si chiede allora come poter “armonizzare e valorizzare al meglio, negli Istituti, la presenza, le caratteristiche e gli apporti costruttivi delle diverse generazioni” sapendo vivere questa diversità come “provvidenziale ricchezza per la vita e la missione specifica degli Istituti”. Secondo la Cism è necessario coinvolgere tutte le “energie fresche” delle comunità – “ma non soltanto dal punto di vista anagrafico”, precisano – avendo però una “particolare sensibilità ed una speciale attenzione per i problemi relazionali ed affettivi dei giovani, senza però disattendere le problematiche vissute dai meno giovani e dagli anziani”. I superiori maggiori italiani si pongono anche il problema di come attuare “nuove relazioni tra la vita consacrata e i fedeli laici, per un cammino di rinnovata interazione ecclesiale”. ” “In Italia le persone consacrate sono circa 151.000, di cui 18.993 sacerdoti religiosi, 4.193 fratelli non sacerdoti, 114.775 religiose (comprese 7.651 claustrali), 228 appartenenti a istituti secolari maschili, 12.457 a istituti secolari femminili. L’età media delle religiose in Italia è di 57 anni, dei religiosi è di circa 60 anni.” “