DISINCANTO E SCETTICISMO: LE SFIDE CULTURALI PER IL PRETE DI OGGI

Disincanto, scetticismo e banalizzazione delle “grandi domande” sulla vita. Sono le sfide culturali che il prete oggi è chiamato a fronteggiare. Ne ha parlato Luigi Alici, docente di filosofia morale all’Università di Macerata, intervenendo al terzo convegno regionale dei presbiteri siciliani che in corso a Palermo fino a venerdì 12, ha per tema “Il presbitero, ministro di speranza nelle attese dell’uomo di oggi”. All’incontro questa mattina è intervenuto anche il prefetto della Congregazione per il Clero, il card. Dario Castrillon Hoyos. ” “”Sotto molti aspetti – ha detto Alici – questo nostro tempo potrebbe caratterizzarsi come il tempo dei paradossi”. Nel momento in cui “stanno venendo meno molti dei motivi di grande distanza e conflittualità tra Chiesa e mondo moderno” e si sta realizzando “un’autentica riconciliazione con la modernità, nuove sfide sembrano riaccendersi, nascendo questa volta, al contrario, da una scarsa distanza tra Chiesa e cultura post-moderna”. “Abituata a fronteggiare una ‘ragione’ forte, a misurarsi con diffuse professioni di ateismo teorico – ha spiegato Alici – oggi la comunità cristiana ha a che fare con una cultura apparentemente meno ostile, in realtà più disincantata e scettica, caratterizzata dall’indebolirsi delle ‘domande grandi’ e dalla banalizzazione dei bisogni di consumo religioso che, se non intercettati e trasformati in autentiche domande di salvezza, possono degenerare in una nuova mitologia evasiva e rassicurante”. A parere del filosofo, dinanzi ad una “ricerca di senso senza verità”, al pericolo di un’etica sfumata in estetica” e ad una “forte esigenza di autenticità relazionale”, il presbitero e la comunità cristiana sono chiamati a farsi “samaritani dell’intelligenza”, a “rilanciare la pratica della virtù” e a “riscoprire il valore del patto, della fedeltà e della società fraterna”.” “