RAPPORTO SUL VOLONTARIATO SOCIALE ITALIANO

Sono 13 mila le organizzazioni di volontariato in Italia, una ogni 3.500 abitanti, per un totale di circa 450 mila volontari. Queste le cifre contenute nel II Rapporto sul volontariato sociale italiano, presentato oggi a Roma dalla Fondazione italiana per il volontariato (Fivol). Il rapporto considera solo le organizzazioni con almeno cinque volontari, operanti con continuità da più di un anno e con un minimo di struttura interna.” “Delle 10.516 organizzazioni che hanno risposto all’indagine, il 50,2% opera nelle regioni settentrionali del paese. Il numero delle organizzazioni per 100 mila abitanti è doppio al Centro e al Nord rispetto al Sud. Un terzo delle organizzazioni non raggiunge i 10 componenti, mentre solo il 15% supera i 50. Il 43,5% opera nel settore socio-assistenziale e il 26,4% in quello sanitario. Soltanto il 12% inserisce lavoratori retribuiti a fianco dei volontari. Il 71,8% ha esclusivamente o prevalentemente entrate private. Delle 5 mila organizzazioni che erano presenti anche nella precedente rilevazione del 1993, il 41,6% ha registrato una riduzione superiore al 20% del numero dei volontari e il 54,9% ha visto un pari aumento delle entrate annue. “Stiamo assistendo ad una polarizzazione – ha commentato Costanzo Ranci, ricercatore del Politecnico di Milano e coautore del rapporto – Da un lato il volontariato più forte e istituzionalizzato cresce e si consolida, aumenta la propria capacità di mobilitare risorse finanziarie, ma a costo di una mutazione profonda, con una diminuzione dell’apporto dei volontari. Dall’altro, il volontariato sommerso resta ancorato alla propria natura di volontariato puro, ma è in crisi. I due mondi si stanno allontanando”.” “