Le celebrazioni liturgiche presiedute dal Papa durante il Grande Giubileo del 2000 e la loro trasmissione televisiva è il tema di un seminario di studio organizzato dall’Ufficio delle Celebrazioni Liturgiche del Sommo Pontefice, dal Pontificio Consiglio delle Comunicazioni Sociali e dal Centro Televisivo Vaticano, che si sta svolgendo in questi giorni in Vaticano. Alle tre giornate di studio partecipano 150 tra produttori, registi, esperti e commentatori di trasmissioni televisive delle celebrazioni liturgiche pontificie provenienti da tutti i paesi del mondo.” “L’importanza e la complessità dell’argomento è stata sottolineata da mons. Piero Marini, Maestro delle Celebrazioni Liturgiche pontificie, secondo il quale il rapporto tra la regia liturgica e la regia televisiva, soprattutto in vista del Giubileo, può costituire un arricchimento reciproco dato che la liturgia si compone di testi, di riti, ha una sua spettacolarità che la regia televisiva dovrebbe rispettare. Secondo il salesiano don Franco Lever “a volte si ha la netta impressione che la teoria su quale linguaggio utilizzare per le trasmissioni liturgiche sia sfasata rispetto alla prassi”. Riguardo al tipo di pubblico che segue la trasmissioni delle celebrazioni liturgiche, secondo don Lever “l’audience è prevalentemente composta da uomini e donne al di sopra dei cinquant’anni e per la maggioranza al di sopra dei 65 anni”. ” “Mons. Ugo Moretto, direttore del Centro Televisivo Vaticano, ha sottolineato che c’è una notevole attenzione e ricerca sui linguaggi alternativi ed è per questo che sono importanti incontri che “mettono a confronto operatori televisivi e liturgisti, la cultura italiana con quella europea, la cultura europea con quella del mondo, le esigenze fondanti della Chiesa cattolica che riguardano l’annuncio del Vangelo ad ogni uomo e le esigenze strutturali degli enti televisivi che devono tendere al servizio pubblico, ma devono anche badare ai numeri dell’audience, ai gusti degli spettatori e alle logiche del bilancio economico”.” “