Una scuola alla diocesi di Iringa, in Tanzania: è questo il “regalo” che i fedeli della diocesi di Camerino-San Severino Marche – una delle zone più duramente colpite dal terremoto del settembre del ’97 – hanno fatto a conclusione del Congresso eucaristico diocesano, celebrato in pieno sisma. Lo rende noto la curia aggiungendo che “da circa vent’anni il nostro presbiterio è presente con alcuni sacerdoti ‘fidei donum’ nell’arcidiocesi di Lima”, in Perù. Un impegno missionario che la diocesi di Camerino-San Severino Marche porta avanti con molta tenacia, “nonostante la povertà di vocazioni”. A testimoniarlo è una lettera inviata dal vescovo, Angelo Fagiani, in visita a don Francesco Vitali, che guida la parrocchia di Santa Maria del Cammino in Lima. Mons. Fagiani descrive così quello la situazione: “Ho visto qui a Lima ancora tanta povertà, ma grazie a Dio, anche tante opere di solidarietà avviate dai nostri preti in questa immensa parrocchia, della periferia di Lima: scuole materne, elementari, secondarie e professionali; l’asilo nido; il prezioso e indispensabile lavoro delle assistenti sociali che girano continuamente nelle zone per incontrare, ascoltare e orientare le persone e tentare di risolvere i loro problemi; 36 mense sociali per i bambini di strada e per le famiglie più povere, che preparano ogni giorno ognuna 120-130 pasti”. Quella guidata da don Francesco, continua il suo vescovo, è “una comunità viva, unita e organizzata in tante comunità di zona e in tanti gruppi”, circa 80, in cui centrale è la presenza e la collaborazione dei laici. In prossimità della Quaresima, mons. Fagiani invita la sua comunità a “digiunare” attraverso opere di solidarietà rivolte ai molti “Lazzaro” che bussano “alle porte della società” e che devono “scuotere la coscienza del cristiano”.