“Possibile che Venezia significhi solo malattia, morte e tristezza e la chiesa sia il luogo del disperato che va lì e piange? Possibile che nessuno pensi che in chiesa celebriamo anche battesimi e matrimoni?”. Lo chiede don Gianmatteo Caputo, responsabile dell’ufficio per i beni artistici, storici e museali della diocesi di Venezia, in un’intervista rilasciata al settimanale diocesano “Gente Veneta”. ” “Secondo un recente regolamento stabilito dal Patriarcato di Venezia, è l’ufficio di don Caputo che valuta le richieste per girare film o scattare foto all’interno delle chiese veneziane. “Quello che mi intristisce – prosegue il sacerdote – è che buona parte delle sceneggiature per film che ci sono state presentate (tre di seguito in questo periodo) si rifà ad uno stereotipo. Sbagliato, per di più. Si chiede di far riprese in cui sono protagoniste coppie in cui uno dei due è malato e va in chiesa a riflettere sulla situazione. Sono quasi sempre persone tristi, che entrano in chiesa e stanno zitte: quasi non ci sono dialoghi”. ” “Recentemente, sono andati crescendo anche la produzione e il consumo di cd-rom. “Il più delle volte – afferma don Caputo – le immagini sono brutte e ci sono errori enormi”. ” “