DON OPERTI: C’È UNA “INCOSCIENZA COLLETTIVA” SUI PROBLEMI DEI LAVORATORI

“La maggior parte della gente sembra più interessata all’andamento della borsa e ai risultati delle lotterie nazionali che non alle reali prospettive di sviluppo e di impiego nel nostro Paese”. A denunciare questa “incoscienza collettiva” è mons. Mario Operti, direttore dell’Ufficio Cei per i problemi sociali e del lavoro, che in una nota che verrà pubblicata sul prossimo numero del Sir rileva alcune contraddizioni: “Una serie di operazioni finanziarie – scrive riferendosi alla privatizzazione dell’Enel e alla ‘scalata’ dell’Olivetti alla Telecom – mettono in movimento cifre di capitali da capogiro, mentre sembrano inesistenti o non rintracciabili pochi miliardi per salvare alcune aziende in crisi”. Una sorta di “sindrome del facile guadagno”, aggiunge Operti, “sta prendendo il posto di una più difficile e responsabile presa di coscienza delle situazione”. ” “”Non è certo la fuga nel ‘nirvana’ dei facili miliardi vinti al gioco d’azzardo legalizzato dallo Stato – commenta il direttore dell’Ufficio Cei – una prospettiva in grado di far crescere la coscienza e la responsabilità collettiva. Una vera e propria inquietudine attraversa il mondo del lavoro cui non corrisponde la volontà da parte di tutti di andare oltre i soliti slogan”. Una seria politica dell’occupazione e dello sviluppo, conclude Operti, non può essere solo “una politica delle emergenze”, ma deve essere in grado “di individuare strategie di ampio respiro e di far crescere nuove opportunità di occupazione”.” “