PRESENTATO A PADOVA UN DOCUMENTO SU COME “DARE UN’ANIMA ALLA FINANZA”

“Mettere al centro la persona”: è questo il modo con cui è possibile oggi “dare un’anima alla finanza”. Ad affermarlo è il delegato per la pastorale sociale e del lavoro della diocesi di Padova, don Livio Destro, che oggi ha presentato a Padova insieme a mons. Giuseppe Pasini, direttore del centro Giuseppe Toniolo, il documento “Realizzare l’impossibile: dare un’anima alla finanza” realizzato dai due enti con la collaborazione di esperti di etica e finanza ed esponenti del mondo bancario. La pubblicazione si presenta come un utile vademecum per orientarsi nel complesso mondo della finanza e capire quali sono le reali possibilità per utilizzare gli strumenti economici in termini etici e solidaristici. L’opuscolo è strutturato in quattro capitoli che in modo semplice e divulgativo affrontano i temi del risparmio, il rapporto tra cliente, banche e altri intermediari finanziari e i diversi itinerari di finanza etica. “L’anima – dice don Destro – non la dà la banca ma la persona che diventa sempre più cosciente che la finanza è uno strumento che passa attraverso le proprie mani e gli strumenti devono rispondere sempre più alla persona come soggetto fondamentale delle scelte”. E’ dello stesso parere mons. Pasini secondo il quale “è molto più difficile assicurare la centralità della persona quando il denaro viene prodotto, perché allora si entra in un contesto di competitività, di concorrenza, che rende tutto molto difficile. Ed è qui, nella produzione del denaro, mentre si cerca di moltiplicare il profitto, che si deve mettere al centro la persona”. Utilizzare gli strumenti etici in economia significa “rispetto delle regole e solidarietà sociale”. “Una società che rispetti le regole della convivenza e quindi sia onesta e solidale – dice mons. Pasini – è un vantaggio per tutti”.