Accoglie con soddisfazione la notizia dell’approvazione, da parte della Camera dei deputati, della legge costituzionale per il voto degli italiani all’estero don Elia Ferro, direttore dell’ufficio per la pastorale degli emigrati italiani della Fondazione Migrantes. La legge avrà bisogno del doppio voto delle Camere, con un intervallo di tre mesi dall’ultima votazione, per questo, commenta don Ferro “è il primo passo, è la strada che ricomincia, ma il cammino è ancora lungo. E’ già un buon segno il fatto che sia stata approvata con una maggioranza schiacciante. L’importante è che possa fare opinione in Italia, e non solo tra gli addetti ai lavori”. L’iter legislativo sarà lungo, spiega don Ferro, perché “dovrà essere determinato il numero dei parlamentari del collegio Estero e varata una legge ordinaria che ne fissi le modalità”. La legge era stata bocciata, per pochi voti, il 29 luglio scorso alla quarta ed ultima votazione. “Dopo essere passata nel dimenticatoio – ricorda don Ferro – ora la legge sta avanzando bene, con il consenso di quasi tutti i gruppi parlamentari”. In questi giorni è in corso al Ministero degli esteri anche la riunione del Consiglio generale degli italiani all’estero (Cgie), che riunisce 90 membri in rappresentanza di tutti i continenti. In mattinata il Cgie è stato ricevuto dal presidente della Repubblica Oscar Luigi Scalfaro. “Questa nuova attenzione – afferma don Ferro – può voler dire che gli italiani all’estero in qualche modo riescono a fare pressione sui parlamentari, anche se non ancora a sufficienza presso l’opinione pubblica”. ” “” “” “” “