“La richiesta di eutanasia come anche il gran numero di suicidi compiuti e tentati sono il risultato di una mancanza di significato della vita, che opprime le persone”. E’ il parere di padre Gonzalo Miranda, docente dei teologia morale al Pontificio Ateneo “Regina Apostolorum” di Roma, che domani terrà una relazione alla quinta assemblea generale della Pontificia Accademia per la Vita in corso in Vaticano fino a venerdì 27 sul tema “La dignità del morente”. “La questione relativa al significato della vita e della morte – osserva il teologo – è spesso trascurata da chi si pronuncia in favore dell’eutanasia. Chi la definisce come un diritto dell’individuo, lo fa perché rinuncia ad affrontare la questione circa il significato della vita e della morte ed è profondamente convinto che la vita umana è in se stessa una cosa priva di senso”. Per questo, per il teologo, “è importante riflettere sul significato della vita e sull’accettazione della morte. Sono esperienze personali direttamente connesse al problema dell’eutanasia”. Padre Miranda ricorda a questo proposito quanto il Papa abbia insistito su questa ricerca di significato nella ultima enciclica “Fides e Ratio”. Il teologo cita anche uno psichiatra viennese, Viktor Frankl, secondo il quale “anche gli eventi della vita che più sembrano negativi come la tragica triade dell’esistenza umana costituita dalla sofferenza, la colpa e la morte, possono essere trasformati in conquista”. “Questo – aggiunge padre Miranda – è il messaggio che dobbiamo dare alle persone che soffrono. L’accettazione culturale e legale dell’eutanasia è un messaggio pericoloso. Se qualcuno mi chiede di porre fine alla sua vita e io dico sì, è come se gli stessi dicendo: ‘hai ragione, la tua vita non ha più senso non è più degna di nulla’”.” “” “