In un editoriale a firma congiunta, i direttori dei settimanali diocesani del Nord-Est spiegano il perché di questa iniziativa. “Ci proponiamo – scrivono i direttori dei settimanali diocesani – di far riflettere sul fatto che la riforma federalista si è bloccata proprio quando erano state poste le basi per un nuovo assetto statuale. Quella delle autonomie, infatti, è stata forse l’unica, certamente la più definita, proposta uscita dalla Bicamerale. Ma più si approfondisce il dibattito, più ci si accorge che, al di là delle affermazioni formali, forze politiche, apparati amministrativi, organizzazioni sociali, libere associazioni di fatto oppongono una forte resistenza a riforme in senso federalista”.” “”Non tutte le realtà – proseguono i direttori – sono in grado di assumersi da subito l’impegno di autodeterminazione, lo sappiamo bene. La nostra proposta, che nulla ha da spartire con velleità secessionistiche ed ‘egoismi di ricchi’, spinge a far avviare l’autonomia almeno là dove le condizioni già lo consentono. Questo avrà un effetto positivo e trainante anche sul resto delle regioni italiane, proprio come è avvenuto in Spagna”. Tutti, conclude l’editoriale, “anche i politici, potranno trovare in noi osservatori attenti, voce critica, sempre con l’unico scopo di collaborare. Perché l’Italia sia realmente un Paese unito, dalle Alpi a Lampedusa, rispettoso delle diversità e solidale con le realtà più deboli”.” “” “