SI INSEDIA IL COMITATO ECCLESIALE ITALIANO PER LA RIDUZIONE DEL DEBITO INTERNAZIONALE DEI PAESI POVERI

Lunedì 1° marzo, presso la sede della Conferenza episcopale italiana, a Roma, si insedierà ufficialmente il Comitato ecclesiale italiano per la riduzione del debito internazionale dei Paesi poveri e al termine della riunione terrà una conferenza stampa. Il Comitato è presieduto da mons. Attilio Nicora, vescovo delegato della Cei per i problemi giuridici. Vicepresidenti sono mons. Giuseppe Andreozzi, direttore dell’Ufficio Cei per la cooperazione missionaria tra le Chiese, e don Elvio Damoli, direttore della Caritas italiana. Segretario è Luca Jahier, presidente della Focsiv. Coordinatore del progetto è Riccardo Moro. Del Comitato fanno parte altri 14 membri, in rappresentanza di istituti missionari, congregazioni religiose, movimenti e associazioni.” “Questo organismo, ha spiegato il segretario generale della Cei, mons. Ennio Antonelli, durante il Giubileo del 2000 raccoglierà fondi in tutte le realtà della “società civile”. Con queste offerte il Comitato acquisterà dal Governo italiano quote del debito estero che alcuni tra i Paesi più poveri del mondo hanno contratto con il nostro Paese. In particolare, ha anticipato Antonelli, sono già stati individuati due Paesi africani che potrebbero beneficiare degli aiuti. Questi Paesi, però, dovranno impegnarsi a finanziare progetti di sviluppo sul proprio territorio per il valore del debito rimesso. A questo scopo verrà istituito un “Comitato di contropartita”, con rappresentanti della Chiesa e del governo locale e della Chiesa e del governo italiani per controllare l’effettiva realizzazione di tali progetti. Al principio del 1997 il debito estero dei Paesi in via di sviluppo ammontava a 2.177 miliardi di dollari. Finora solo 6 Paesi su 41 hanno cominciato a beneficiare dei primi condoni del debito perché sono riusciti a risanare la loro situazione strutturale. Altri 14 sono in lista di attesa.” “