ADRIANO PESSINA (UNIV.CATTOLICA): LA DISPONIBILITÀ AL TRAPIANTO NON PUÒ ESSERE IMPOSTA PER LEGGE

Commentando la nuova legge sui trapianti, approvata ieri dalla Camera dei deputati, Adriano Pessina, docente di bioetica all’Università Cattolica di Milano, rileva che l’istituto del “silenzio-assenso informato” tenta di “supplire alla sfiducia dei cittadini nella sanità”. Infatti, spiega Pessina, “da una parte ci sono grandi attese riguardo ai trapianti, dall’altra il cittadino teme che si possa fare un uso strumentale della fase terminale della propria vita. La formula del ‘silenzio-assenso informato’ serve in qualche modo a spingere il cittadino alla generosità”. Tuttavia, prosegue il docente, “bisogna garantire delle condizioni affinché non si arrivi ad una svalutazione delle spoglie mortali di un individuo e ad una svalutazione dell’essere umano”. Inoltre “bisogna ricordare che l’essere umano non è ‘proprietario’ del proprio corpo. Piuttosto egli è il proprio corpo. Questo vuol dire che, di fatto, noi non ‘doniamo’ i nostri organi: possiamo solo ‘permetterne l’espianto'”. Ma, afferma Pessina, “questo permesso va dato consapevolmente, al termine di un’adeguata campagna informativa, con un atteggiamento di fiducia nei confronti delle istituzioni sanitarie”. Se manca “questo clima di fiducia”, secondo il docente “la disponibilità alla donazione non può essere imposta per legge o essere presunta per principio. I cittadini vanno sensibilizzati ad esprimersi, volontariamente e consapevolmente, a favore dell’espianto dei proprio organi dopo la morte”.