Nel corso di una conferenza durata tre giorni e svoltasi a Tegucigalpa, Honduras, nei giorni scorsi, patrocinata dal movimento “Jubilee 2000″, più di cento partecipanti, provenienti da 17 paesi dell’America latina, hanno discusso dei temi politici ed educativi relativi alla cancellazione del debito estero dei paesi più poveri.” “Secondo stime della Banca mondiale il debito estero dei paesi dell’America Latina raggiungerà quest’anno 706 miliardi di dollari. “Il debito – ha affermato l’arcivescovo di Tegucigalpa e presidente della Conferenza episcopale dell’America Latina, Oscar Andres Rodriguez, secondo quanto riporta ‘Nev’, l’agenzia della Federazione delle Chiese evangeliche d’Italia – è come una pietra funeraria sull’Honduras, che non ci permette di rinascere a nuova vita. E’ indispensabile che questa pietra sia rimossa”. Secondo l’arcivescovo anglicano di Città del Capo (Sudafrica) Ndungane, “la visione del Giubileo si pone in contrasto evidente con l’attuale sistema economico internazionale, che è governato non dalla legge ma dall’ingiustizia”. La conferenza era prevista per lo scorso novembre, ma rimandata a causa dell’uragano Mitch, che in Honduras ha causato 6000 morti e danneggiato il 60% delle infrastrutture del paese. “Dopo l’uragano la prospettiva del dibattito sul debito, in Europa, è cambiata”, ha rilevato in proposito Ann Pettifor, direttrice del movimento “Jubilee 2000”. Tuttavia, ha osservato Gilberto Aguirre, direttore esecutivo del Consiglio delle chiese evangeliche del Nicaragua, la semplice cancellazione del debito non sarebbe in grado di produrre automaticamente una vita migliore per i poveri: “Il debito – ha suggerito – va convertito in investimenti, in progetti che favoriscano l’occupazione e rendano dignitosa la vita della gente”.” “