E’ stata apposta di recente, nelle carceri di Sofia, in Bulgaria, una lapide in memoria di mons. Evghenij Bossilkov, vescovo di Nicopoli e martire, proclamato beato dal Papa lo scorso 15 marzo. Ad un anno dalla beatificazione ne dà notizia la curia generalizia dei passionisti, l’ordine a cui apparteneva mons. Bossilkov. Il vescovo, nato nel 1900, fu incarcerato e condannato a morte nel 1952. Il ministro della giustizia bulgaro Vassil Gotzev si è impegnato a fare “tutto il necessario per non permettere mai più che siano imprigionate persone di diversa ideologia, perché mai più vengano maltrattati i detenuti e mai più esistano persone che debbano sopportare sofferenze per le loro idee. Quando la società che stiamo costruendo raggiungerà tutto questo, il beato Bossilkov sarà soddisfatto perché lui è tra noi”. Il ministro della giustizia ha anche dichiarato la sua disponibilità a promuovere ricerche per identificare il luogo dove fu occultato il corpo del martire.” “Negli ultimi tempi sono infatti numerosi i segnali di una nuova sensibilità nei confronti della Chiesa cattolica in questo Paese, quasi ad avverare ciò che scriveva – tra la fine del 1948 e l’inizio del 1949 – mons. Bossilkov in una lettera: “Le tracce del nostro sangue apriranno il cammino ad un futuro splendido e, anche se non lo vedremo, altri mieteranno ciò che noi abbiamo seminato nelle sofferenze”. ” “