“I familiari che si prendono in carico un figlio disabile grave – ha dichiarato Pietro Vittorio Barbieri, presidente della Federazione italiana per il superamento dell’handicap (Fish), al margine di un convegno organizzato dalla Fish ieri a Roma – si occupano dell’assistenza e di ogni altro problema, con poco sostegno dallo Stato. Nel momento in cui i genitori scompaiono, viene a mancare il sostegno principale. Quello che accade oggi è l’interdizione immediata. Il disabile viene mandato in un istituto. Il giudice conserva i beni e li amministra, e l’istituto lo tiene in vita quanto possibile. La persona inevitabilmente ha un crollo di carattere psicologico e rischia una morte immediatamente successiva a quella dei genitori. Il nostro tentativo è di garantire a questi disabili un futuro, con persone ed enti a loro vicini, che siano consapevoli dei loro bisogni, che li assistano e che si occupino anche dell’amministrazione dei loro beni”.” “Diversi gli strumenti in discussione. I deputati Giacco e Battaglia hanno presentato un disegno di legge che prevede un “accordo di affido familiare”, con cui i genitori possono affidare i loro figli ad un’altra famiglia o ad un organismo di volontariato, e la figura dello “amministratore di sostegno”, che si occupa dei beni lasciati ai disabili dalle famiglie. Quest’ultimo istituto è previsto anche in un disegno di legge del ministro Livia Turco. Un altro disegno di legge, presentato dal deputato Mauro Paissan, faciliterebbe l’istituzione di “trust” a cui affidare l’amministrazione dei beni dei disabili. La Fish sta infine raccogliendo le firme per una proposta di legge di iniziativa popolare che eviti la riduzione delle pensioni di reversibilità ai disabili gravi.” “