“Nel caso dei desaparecidos si tratta di delitti e reati che non cadono in prescrizione e che superano i confini delle giurisdizioni interne. Riguardano la giustizia internazionale, quindi iniziative di questo tipo vanno salutate con grande favore, anche se si è in grave ritardo”. Questo è il commento di Jairo Agudelo, coordinatore del master in cooperazione internazionale e sviluppo all’Università di Padova, alla vigilia dell’apertura a Roma di un processo contro due generali argentini (Carlo Guillermo Suarez Mason e Omar Rivero) accusati di essere responsabili della scomparsa di migliaia di persone, tra cui molti italiani, durante il periodo della dittatura in Argentina (’76-’83). ” “Il governo italiano si è costituito parte civile insieme ai familiari di numerosi scomparsi. Se al termine del processo si arrivasse ad una condanna, la sentenza non avrebbe valore in Argentina, per via della legge di indulto concessa nel ’90. Ma i due militari non potrebbero uscire dal loro Paese perché verrebbero arrestati dall’Interpol e consegnati all’Italia. “La sentenza di condanna – osserva Agudelo -sarebbe già un passo in avanti importante. Dimostrerebbe che qualcosa si sta muovendo a livello internazionale”. Agudelo osserva che “la politica estera può condizionare le dittature, ad esempio sanzionando i governi, misure che, nei Paesi latino-americani, non sono mai state applicate”. ” “