Non è giusto dare ricette facili per affrontare dall’esterno i problemi dell’infanzia nomade, quanto piuttosto “capire fino in fondo le situazioni di emarginazione in cui vivono queste comunità”, per trovare insieme delle soluzioni comuni. E’ un invito ad una riflessione profonda quello di don Piero Gabella, direttore dell’ufficio per la pastorale dei Rom e dei Sinti della Fondazione Migrantes, che interviene a proposito della condizione infantile nelle comunità nomadi, di cui si tanto si parla dopo il tragico omicidio del piccolo Riza. Fatti come questo, dice don Gabella, “aumentano i pregiudizi e distruggono anni di impegno per cercare di far capire che anche gli zingari sono figli di Dio…”. ” “Don Gabella invita ad avere, nei confronti degli zingari, “un atteggiamento di fiducia, prima che di condanna. I problemi non si risolvono facendo loro la predica, dicendo ciò che per noi è giusto o sbagliato. Bisogna cercare di capire la loro cultura e cercare di cambiare la nostra società, educandoci al rispetto nei confronti del diverso”. (segue)” “