CIVILTÀ CATTOLICA: “DOVEROSO RIDURRE LA SPERIMENTAZIONE SUGLI ANIMALI”

E’ “doveroso ridurre, poiché non è possibile eliminarla del tutto, la sperimentazione sugli animali” ma soprattutto occorre accordare da una parte la necessità di questa pratica per “la salute dell’uomo” e la richiesta di ridurre al massimo “la sofferenza dell’animale”. Lo scrive la rivista dei Gesuiti, “Civiltà Cattolica”, che alla domanda “E’ lecita la sperimentazione sugli animali?” dedica un editoriale dal titolo “Il rapporto uomo-natura nella visione cristiana”. “In quanto realtà create e dunque volute da Dio – si legge nel testo – gli animali hanno un valore e un fine che l’uomo deve rispettare e deve perciò avere nei loro riguardi comportamenti che rispettino il loro valore e il loro fine di creature di Dio. Ciò significa che il rapporto uomo-animale è un rapporto non unicamente utilitaristico, ma etico, in quanto comporta una responsabilità morale”. Alla luce di questa considerazione, Civiltà Cattolica ritiene opportuno ricorrere “a quei metodi alternativi che si rivelino appropriati; ridurre il numero degli animali al minimo indispensabile per ottenere risultati non ottenibili per altre vie; evitare agli animali le sofferenze che possono essere evitate col ricorso all’anestesia; dare una morte indolore all’animale al termine di una sperimentazione, quando questa dovesse lasciarlo in una condizione di sofferenza grave e inguaribile”. I gesuiti sottolineano che nella sperimentazione entrano in gioco due fattori: “la salute dell’uomo e la sofferenza dell’animale” e chiedono che questi due elementi siano “accordanti non in forme emotive, ma in modo razionale”, tenendo conto da una parte “della necessità della sperimentazione animale per la salute dell’uomo e, dall’altra, riducendo nella maniera più ampia possibile la sofferenza degli animali che, anche quando sono posti al servizio dell’uomo in forme dolorose e cruenti, restano sempre creature di Dio, ‘amante della vita’”.