VEDOVE E VEDOVI PRESENZE PREZIOSE NELLA CHIESA

Lo ha detto don Girolamo Alessi, liturgista, anticipando al Sir alcuni spunti della relazione che terrà domani, nel corso del convegno sul tema “Vedovanza: come continua la paternità e la maternità”, organizzato a Loreto (fino a domenica) per iniziativa dell’Ufficio Cei per la pastorale della famiglia. Al convegno partecipano circa 450 persone. “Nella Chiesa dei primi secoli – spiega il relatore – l’attenzione per le vedove passa da una forma assistenziale ad una ministerialità organizzata. Nulla vieta che oggi la Chiesa possa recuperare ufficialmente questa ministerialità della vedova”, come è accaduto ad esempio nella diocesi di Parigi, “dove esiste già un rito di benedizione delle vedove”. ” “Nei primi secoli del cristianesimo, racconta Alessi, “troviamo la presenza di ben tre gruppi organizzati che accolgono le donne per una consacrazione a Dio: le vedove, le vergini e le diaconesse”. Tra le vedove, alcune sono “istituite” e costituiscono l’ordine delle vedove, le quali “hanno accolto la vedovanza con precisa intenzione religiosa” e non solo per necessità. A queste vedove consacrate, precisa però Alessi, “non viene concesso l’insegnamento della fede cristiana” ed è vietata la possibilità di battezzare. Un testo del V secolo, però, fa notare il liturgista, conferisce alle vedove una serie di responsabilità pastorali nei riguardi delle donne, come “insegnare alle catecumene e incoraggiare quelle che vogliono vivere nella verginità”. In Italia sono oltre tre milioni le persone in stato di vedovanza.” “