“Lo scontro che impropriamente sta contrapponendo laici e cattolici in realtà riflette le sfide che le nuove tecnologie della riproduzione stanno ponendo alla coscienza dell’umanità. La minaccia alla sacralità della vita investe la donna quale interprete e simbolo di questa sacralità, che si esprime nella relazione con l’uomo. Il rischio è proprio quello di scindere la procreazione dalla relazione e quindi di minacciare anche la simbolicità del corpo femminile”. Maria Chiaia, responsabile del Coordinamento “Mulieris Dignitatem”, composto da 23 associazioni e sostenuto dall’Ufficio Cei per i problemi sociali e il lavoro e dall’Ufficio per la pastorale della famiglia, punta con decisione ad uno dei temi di più stretta attualità presentando oggi a Roma il volume “Donna, corpo e persona”. Un testo realizzato dal Coordinamento che viene pubblicato a ridosso dell’8 marzo, “Festa della donna”, e che, ha spiegato Chiaia, “affronta per la prima volta il tema della dignità della donna vista attraverso il suo farsi persona nella vita e nella sua corporeità”. Un tema, ha osservato Maria Teresa Bellenzier, “continuamente rimosso, forse proprio perché l’attuale riflessione sulle delle donne verte quasi totalmente su questioni legate alla corporeità femminile, e gli aspetti particolarmente scottanti e gravi di tale dibattito impediscono una riflessione più ampia”. E’ necessario, ha proseguito, “un recupero di una visione unitaria della persona umana, superando la dicotomia fra corpo e anima, materia e spirito, che ha finora connotato la cultura occidentale. Ciò comporta una piena valorizzazione della corporeità come espressione della persona e fondamento della sua relazionalità”.