JEAN GUITTON: BAUSOLA, “UN FILOSOFO MISTICO”

“Un uomo di grande sensibilità religiosa, che esplorò sia la prospettiva agostiniana, sia quella tomistica”, ma anche “un filosofo in cui traspariva la dimensione mistica, alla quale era legato grazie al suo maestro Bergson e ad un altro grande pensatore cristiano importante nella sua formazione: Pascal”. Così il prof. Adriano Bausola, filosofo, già rettore dell’Università cattolica, definisce Jean Guitton, il filosofo francese morto ieri a Parigi all’età di 98 anni. Anticipando alcuni spunti di un suo articolo, che verrà pubblicato sul Sir di domani, Bausola aggiunge che Guitton “fu un pensatore cristiano considerato, come filosofo, un po’ atipico, perché non classificabile in una scuola, in un indirizzo di pensiero, sia pure in un ambito vicino alla fede”. La figura di Guitton, in particolare, era caratterizzata per Bausola da “una grande fermezza di fede e da una grande curiosità e varietà di attenzioni culturali”. Tra le ultime opere del filosofo francese, “Il mio testamento spirituale” e “Il libro della saggezza e delle virtù ritrovate”. Jean Guitton era nato a Saint-Etienne il 18 agosto 1901 e aveva dedicato la sua vita al rapporto tra cattolicesimo e pensiero moderno. Primo uditore laico al Concilio Vaticano II nel 1962, chiamato da Giovanni XXIII, Guitton è stato amico personale di Paolo VI, e vicino a grandi esponenti della cultura cattolica francese, da Mauriac a Claudel, da Bernanos a Maritain. Negli ultimi anni di vita, anche un laico come il presidente Mitterand aveva avviato un dialogo con lui. Guitton è stato docente all’Università di Digione e quindi alla Sorbona. Nel 1961 è entrato a far parte dell’Académie Francaise. ” “” “