Il Consiglio episcopale permanente, riunitosi a Roma dal 15 al 18 marzo scorsi, ha approvato la nota pastorale sulla “Sala della comunità”. Con questa nota, ha spiegato mons. Ennio Antonelli, Segretario generale della Cei, presentando oggi a Roma il comunicato finale del Consiglio permanente, la Cei mira a “promuovere una nuova diffusione delle sale della comunità”, più note forse come “sale parrocchiali”. “Fino a qualche decennio fa – ha ricordato Antonelli – le sale parrocchiali erano molto diffuse” ed erano soprattutto “sale cinematografiche”. Nel 1967, ha detto in proposito don Dario Viganò dell’Ufficio Cei per le comunicazioni sociali, “le sale parrocchiali attive erano 6 mila e rappresentavano il 50% dell’esercizio cinematografico nazionale; oggi le sale cinematografiche dipendenti dall’autorità ecclesiastica sono solo 600″. ” “Molte sale parrocchiali sono cadute in disuso ma potrebbero essere “recuperate”, ha detto Antonelli, non solo per proiettare film, ma anche per “conferenze, videoconferenze, confronti culturali, Internet, tv satellitare, insomma per mettere al servizio dell’animazione pastorale tutte le possibilità offerte dalle nuove tecnologie”. In ogni parrocchia, ha detto Antonelli, “accanto alla ‘sala della preghiera’, cioè la chiesa, dovrebbe esserci la ‘sala della comunità’ dove svolgere attività pastorale e culturale. Un luogo dove poter entrare in dialogo con tutti, anche con i ‘lontani'” dalla comunità cristiana.” “