“La povertà crescente di Milano non è legata solo al reddito, è la solitudine che tocca più del 13% della popolazione, quasi tutti anziani. Far quadrare il bilancio familiare è più difficile per chi è anziano e solo, per chi ha una persona invalida o non autosufficiente con sé”. Il direttore della Caritas Ambrosiana don Virginio Colmegna è intervenuto al consiglio comunale di Milano, che ha dedicato una sessione alla povertà alla presenza del Ministro della solidarietà sociale Livia Turco ricordando agli amministratori milanesi l’urgenza di riprogettare la città coinvolgendo la società civile. Per don Colmegna “la città è chiamata ad un investimento senza precedenti in termini di attenzione e solidarietà, proprio perché aumenta in modo esponenziale la presenza di persone sole. I dati sui senza dimora italiani presenti in città (più di 2700 secondo le ultime stime) evidenziano come la povertà relazionale sia causa scatenante di una condizione di vita che si cronicizza. La città pone ostacoli a chi è già in difficoltà”. Minori, anziani, immigrati le categorie a rischio di esclusione. In evidenza il disagio abitativo perché “è quasi impossibile trovare una casa in affitto che non incida in modo pesante sul bilancio familiare. E poi il degrado: il 3,4% delle abitazioni è senza bagno, il 6,9% non ha acqua calda, il 2,7% è senza riscaldamento. Vi è il rischio di una marginalizzazione crescente che raggiunge fasce prima non toccate dalla povertà”.