“L’Occidente deve spostare la lotta al virus dell’Aids in Africa, dove si continua a registrare un vertiginoso aumento delle infezioni e dove si paga il più alto prezzo in termini di vite umane”. Lo ha dichiarato questa mattina il ricercatore francese Luc Montagnier, della World Foundation research di Parigi, in un convegno organizzato dalla Fondazione “Piero e Lucille Corti” che dal 1961 gestisce il St. Mary’s Lacor Hospital a Gulu in Uganda, uno dei Paesi più colpiti dall’Aids. Lucille Corti è morta due anni fa dopo aver contratto il virus 13 anni prima durante il suo lavoro di medico. Il marito continua a portare avanti l’attività dell’ospedale e della Fondazione. ” “”I farmaci retrovirali e i vaccini in Europa e negli Stati Uniti allungano la speranza di vita dei malati”, ha spiegato Montagnier, “però abbiamo anche il dovere morale e scientifico di investire negli stati del Sud del mondo, soprattutto nel campo della prevenzione e dell’istruzione, strumenti importanti per limitare sul nascere la diffusione del virus”. In Uganda la situazione è molto critica. Gli affetti da sindrome Hiv sono 930 mila. Solo nel 1997 le morti per Aids sono state 160 mila. Gli orfani oggi sono circa 1.200.000 I ricercatori pensano che entro il 2000 la durata media della vita nel Paese africano scenderà da 45 a 40 anni. A Gulu per l’infezione muoiono 172 neonati ogni mille. Dal St. Mary’s Lacor Hospital, dotato di un moderno laboratorio di analisi, ogni anno passano 150 mila pazienti.” “” “