FAMIGLIA: IN VISTA DELLA CONFERENZA NAZIONALE DI BOLOGNA LE ASSOCIAZIONI SI MOBILITANO

Tutela della vita e soprattutto della vita dei più deboli e indifesi (nascituri, handicappati e anziani), esclusione di ogni confusione tra famiglia fondata sul matrimonio e coppie di fatto, applicazione del principio di sussidiarietà e riconoscimento della famiglia come protagonista della vita sociale, “una effettiva libertà di scelta educativa senza discriminazioni economiche e senza condizionamenti per le scuole non statali”. Sono alcune delle richieste che il ‘Comitato di collegamento’ delle associazioni, movimenti e gruppi di ispirazione cristiana dell’arcidiocesi di Bologna lanciano alla Conferenza nazionale “Le famiglie interrogano le politiche sociali’, indetta a Bologna dal Dipartimento affari sociali della presidenza del Consiglio e in programma dal 29 al 31 marzo. “La famiglia – si legge nell’appello diffuso oggi – che è sempre stata la grande ricchezza della nazione italiana, appare oggi come la grande malata della nostra società”. Secondo il Comitato di collegamento al quale aderiscono, tra gli altri, l’Associazione Guide e Scouts cattolici italiani (Agesci), l’Azione Cattolica, Comunione e Liberazione e il Movimento dei Focolari, la famiglia ha subito nel passato “alcune incredibili insipienze” e sta attraversando oggi “uno dei momenti più difficili della sua storia”. Le associazioni chiedono in particolare che la Conferenza dichiari “l’illegittimità, e comunque l’assoluta irrilevanza giuridica, di tutte le forme di ‘certificazione’ delle convivenze, dal registro delle unioni civili all’attestazione anagrafica delle unioni d’affetto” e che “le politiche sociali e fiscali abbiano al centro l’idea di famiglia così come, senza ambiguità e possibilità di compromesso, è definita dalla Costituzione”.