Ad invocare una “Pasqua di pace” per le popolazioni dei Balcani è mons. Cosmo Francesco Ruppi, arcivescovo di Lecce, in una riflessione che verrà pubblicata nel numero di domani del Sir. “Questa guerra – scrive mons. Ruppi – è inutile, dannosa, incomprensibile, squallida. E’ la dimostrazione dell’incapacità di tutti a dialogare, a raggiungere una intesa seria, a trattare con rispetto l’uomo”.” “In Puglia, in particolare nel Salento, ricorda mons.Ruppi, “siamo testimoni della sofferenza e della povertà. Sotto i nostri occhi, prima che sotto gli occhi delle telecamere, passano migliaia e migliaia di profughi e di immigrati non solo albanesi, curdi e kosovari, ma gente di venti-trenta nazionalità, tra cui anche cinesi, srilankesi, sierraleonesi”. Sulle coste pugliesi “si vedono i bagliori di guerra, sulle nostre teste passano, velocissimi, gli aerei che vanno, di notte, a bombardare Belgrado, Pristina e tante altre località, mentre gli scafi hanno ripreso, quasi indisturbati, i loro viaggi, lucrando somme incredibili, strappate alla gente povera e diseredata”.” “I cinquecentomila profughi in cammino dal Kosovo “scuotono profondamente la nostra fede – dice – e ci spingono ad una solidarietà ancora più forte e più densa”. “La Via Crucis dei Balcani – afferma – è vicina a noi e la viviamo con il terrore di una guerra che non solo non cessa, ma sembra inasprirsi di più. Il Papa sta facendo tutto quello che può. Anche noi stiamo facendo la nostra parte, per l’accoglienza dei profughi, e la faremo ancora di più con l’aiuto della gente di tutta l’Italia, con l’apporto generoso di un volontariato che ha una carica spirituale eccezionale. Speriamo che la Pasqua sia davvero una Pasqua di pace! Per tutti”.” “” “