POLITICHE FAMILIARI: VERNIZZI (FORUM), “IRPEF: UN’ANOMALIA TUTTA ITALIANA”

La determinazione del reddito imponibile ai fini Irpef nel nostro Paese fa ancora riferimento al reddito individuale delle persone e la riforma dell’Irpef recentemente introdotta “ha cambiato pochissimo sotto questo punto di vista”. Lo ha sottolineato Achille Vernizzi, docente di economia sociale all’Università di Milano ed esperto per le politiche fiscali del Forum delle associazioni familiari, in uno studio presentato in occasione della Conferenza nazionale sulla famiglia in corso a Bologna. Secondo Vernizzi nel nostro Paese vige un sistema fiscale che ritiene “irrilevante” la presenza di figli a carico e valuta “scarsamente” anche l’impegno del coniuge che decide di dedicarsi a tempo pieno alla famiglia. Il gap con gli altri Paesi europei resta ancora “enorme”. In Francia, ad esempio, il risparmio di imposta diventa tanto più sensibile quanto maggiore è il numero dei componenti. In Germania la Corte Costituzionale ha imposto al governo di aumentare la deduzione di 4.000 marchi l’anno per il primo figlio e di 2000 marchi per ogni figlio dal secondo in poi. In Belgio, una famiglia con due genitori e quattro figli può dedurre circa 36 milioni di lire italiane ed anche in Grecia è stata attuata la scelta di aumentare in modo più proporzionale il riconoscimento dei carichi di famiglia con il numero dei figli. “E’ obiettivamente difficile – commenta Vernizzi – riuscire a capire quali siano le cause di un trattamento fiscale così sfavorevole ai carichi di famiglia. Se esiste una filosofia che ispira la legislazione italiana, questa sembra essere chiara: la presenza di figli a carico continua a non comportare una diminuzione di capacità contributiva che non sia soltanto simbolica. Per la normativa fiscale sembra pertanto praticamente irrilevante che una famiglia allevi, istruisca ed educhi un figlio e che questo tipo di decisioni rientri nelle scelte individuali di consumo”.