“Un’iniziativa positiva” anche se arriva “un po’ tardi rispetto alla dedizione di tante donne in ambito sociale, nei lavori di cura e nel volontariato”. Così Paola Dal Dosso, responsabile dell’Anno di volontariato sociale (Avs) per la Caritas italiana, commenta, “con un po’ di rammarico per non essere stati coinvolti”, il via che domani il dipartimento Affari sociali della presidenza del Consiglio darà alla sperimentazione del progetto “ragazze in servizio civile”. In alcune città di Italia, 115 ragazze dai 18 ai 29 anni potranno da quest’anno essere inserite in progetti sociali. “Non può che farci piacere – spiega la rappresentante della Caritas italiana – vedere che sia stata accolta l’idea di dedicare un periodo della propria vita a servizio della collettività per imparare la solidarietà, la condivisione, l’impegno per la giustizia”. “Del resto – prosegue Dal Dosso – la Caritas aveva già presentato nel ’92 la proposta di estendere il servizio civile a tutti, anche ai ragazzi esonerati e alle ragazze. Dal 1981 inoltre stiamo promuovendo l’Anno di volontariato sociale”. L’iniziativa ha finora coinvolto 1500 ragazze di età compresa tra i 19 e i 30 anni che hanno deciso di dedicare un anno della propria vita al “servizio della collettività”. “Le ragazze – spiega Dal Dosso – non vivono a casa, fanno vita comunitaria e sono impegnate in varie esperienze, dall’assistenza domiciliare ai centri diurni, secondo le scelte della Caritas diocesana che le impiega”. “E’ una forte esperienza di crescita e di maturazione e un momento – conclude Dal Dosso – di conoscenza della realtà in cui si vive. Le ragazze vengono infatti a contatto con povertà prima ignorate e con i meccanismi che generano l’esclusione”. Dal 22 al 26 marzo, a Verona, si svolgerà il convegno nazionale dell’Anno di volontariato sociale.