Circa il 30% dei matrimoni in Italia fallisce entro il terzo anno. Una percentuale alta, alla quale si aggiunge un diffuso “disagio sommerso” che è spesso la fase precedente al fallimento del matrimonio. Come possono e devono rispondere le comunità cristiane a questa situazione preoccupante? E’ il tema sul quale dopo due anni di lavoro la Commissione diocesana per la Famiglia della diocesi di Trento ha pubblicato un sussidio, “La crisi di coppia, evento fallimentare o occasione di crescita?” che si propone come strumento di lavoro per sensibilizzare le comunità cristiane al “disagio relazionale degli sposi”. Un contributo per aiutare alla lettura del fenomeno, per favorire un’efficace prevenzione e offrire risposte significative alle richieste di aiuto. Il testo – diffuso fra gli operatori pastorali della diocesi – si apre con la constatazione di un cambio di mentalità per cui la difficoltà di relazione oggi non è più tenuta nascosta come un fatto disonorante e come un evento ineluttabile, e non è più, necessariamente, l’anticamera del fallimento coniugale ma un momento di disagio comune a tanti e superabile con l’aiuto e la mediazione di qualcuno esterno alla coppia. Realizzato con l’aiuto di un gruppo di esperti, il sussidio parte da un’analisi psicologica e sociale delle cause che incidono sul difficile equilibrio della relazione di coppia, sottolineando aspetti negativi e positivi del mutato contesto culturale. Nella seconda parte, sul “che fare?” si sottolinea l’importanza della prevenzione, a vari livelli, rivolta anche a intuire il disagio relazionale “sommerso” per poterlo affrontare prima che esploda. Il documento non dimentica il ruolo dell’ente pubblico, evidenziando in proposito le carenze dei consultori trentini.