COLLABORATORI FAMILIARI: MOLTI EXTRACOMUNITARI POCO TUTELATI

Prenderà il via, con quello di Roma, domenica 7 marzo, la serie dei congressi provinciali in preparazione a quello nazionale dell’Api Colf (Associazione professionale italiana collaboratori familiari) che si terrà dal 2 al 5 maggio prossimo a Genova. “Il tema che abbiamo scelto – dichiara la presidente nazionale Rita De Blasis – è ‘La società multiculturale interroga l’Api Colf’ in quanto è sempre più marcata la presenza di stranieri in questo settore: a Roma, ad esempio, su 4500 associati, oltre il 95% proviene da paesi extracomunitari e il fenomeno è in continua crescita”. Si calcola che in Italia i collaboratori familiari siano oltre un milione e solo un numero ridotto di essi risulta regolarmente assunto dalle famiglie dove prestano servizio. “La società multiculturale in questo settore lavorativo – dice don Giovanni Celi, consulente ecclesiastico nazionale – è un dato di fatto e il nostro intento è di promuovere una ‘cultura dell’assistenza domiciliare’ ispirata ai valori umani e cristiani. Oggi dobbiamo però confrontarci anche i colf di altre religioni”. Tra le “battaglie” in cui l’Api Colf è impegnata in questi ultimi anni ci sono il riconoscimento ai colf dell’indennità di malattia e la possibilità di detrarre dalle dichiarazioni dei redditi dei datori di lavoro, per lo più famiglie, almeno gli oneri sociali, se non tutto lo stipendio corrisposto ai collaboratori domestici. Al congresso provinciale di Roma parleranno anche alcune colf extracomunitarie che porteranno testimonianze su come sono state accolte, come vengono trattate nelle famiglie e su quali sono i principali problemi (casa, salute, maternità, salario) che debbono affrontare per vivere nella capitale.