L’unità pastorale sorge per “rivitalizzare nel senso missionario le parrocchie” e permette “un salto di qualità verso una pastorale più organica, pensata e condivisa insieme”. Così mons. Gaetano Bonicelli, arcivescovo di Siena e presidente del Centro di orientamento pastorale (Cop) presenta le “unità pastorali” a cui il Cop dedicherà a Bertinoro (Forlì) da domani fino a giovedì 11 marzo un seminario di studio. L’incontro al quale parteciperanno vescovi, vicari generali, vicari episcopali, rettori e direttori di uffici diocesani, è stato preceduto da un sondaggio che ha coinvolto 99 diocesi italiane. Dalla ricerca è emerso che 3800 parrocchie sono senza parroco residente e che dal 1993 i preti diocesani sono diminuiti di circa 900 unità. “Se si è cominciato a parlare di unità pastorali – spiega mons. Bonicelli – vuol dire che si avevano presenti le crescenti difficoltà nell’azione pastorale e la necessità di usare al meglio le forze esistenti. Pensiamo alla riduzione drastica delle vocazioni consacrate e dei sacerdoti. Sono diminuiti nel frattempo anche i praticanti allargando ulteriormente la sfera dei cristiani che vengono difficilmente raggiunti dalla Chiesa”. “La parrocchia dopo 1500 anni – afferma l’arcivescovo – attraversa la sua crisi maggiore e si trova, per la prima volta nella storia, tagliata fuori dalla cultura diffusa, diventata monopolio di altre agenzie, ripiegando così molto spesso sul culto e la cura di pochi”. Di fronte a questa situazione, “il richiudersi nel ‘si è sempre fatto così’, rappresenta un suicidio pastorale”. Per mons. Bonicelli, occorre invece dare “priorità alla missione”, puntando ad una “riorganizzazioni delle strutture che la rendano possibile”. (segue).” “” “