OMICIDIO DI GRAVINA: SIGALINI, “CI SONO TANTI ALTRI GIOVANI…”

“Ragionare sul mondo giovanile è sempre molto utile, è una passione che dovrebbe avere il mondo adulto se ha voglia di dire ai giovani le ragioni di vita. Purtroppo queste considerazioni si fanno sempre a partire da casi estremi sovraesposti dai media”. E’ il parere di mons. Domenico Sigalini, responsabile del Servizio nazionale di pastorale giovanile della Cei, a proposito delle varie considerazioni sulla realtà giovanile che accompagnano il caso della giovane uccisa nei giorni scorsi a Gravina. “Questa sovraesposizione non significa che il fatto in sé non sia grave – precisa mons. Sigalini -, però non può diventare né l’immagine di Gravina, né del mondo giovanile”. Ricordando che quotidianamente “ci sono violenze enormi compiute ad esempio su giovani immigrati di cui non si parla affatto” e che, soprattutto nel Meridione, esistono certamente situazioni di “grande difficoltà dei giovani”, mons. Sigalini invita a “non fare considerazioni sul mondo giovanile a partire da fatti del genere: questo non fa bene né ai giovani, né al Sud d’Italia”. “Giustamente i media utilizzano un evento perché la gente possa riflettere – osserva – però l’avvertenza di un educatore è che la riflessione non rimanga stretta sul caso, con il rischio di diventare l’immagine dell’intera realtà giovanile”. Mons. Sigalini ricorda che “ci sono tanti altri giovani che cercano di vivere valori ed ideali positivi”. “Anche dare facili ricette – afferma – non serve a molto, se non a dire: troviamoci tutti attorno ad un stesso tavolo – società, Chiesa, scuola, istituzioni locali – per creare spazi vitali per i giovani, comunità di dialogo e confronto”. Occorre recuperare e proporre luoghi in cui la possibilità di esprimersi dei giovani sia accompagnata sempre dalla loro volontà, dalla loro moralità e coscienza”.