La Fondazione “Vita Nova”, una delle opere del Movimento per la Vita Italiano, rileva che l’attenzione alla donna e ai problemi della maternità va crescendo. I dati sulle adozioni di gestanti in difficoltà (300 mila lire al mese per i nove mesi di gestazione e fino al sesto mese di vita del bambino per un totale di 5,4 milioni di lire) “aumentano e confermano una crescente sensibilità del paese verso la difesa della vita”: lo dice Silvio Ghielmi, responsabile del “Progetto Gemma, che sottolinea come dal 1° gennaio ’99 sono 207 le adozioni effettuate, per un totale di 1 miliardo e 118 milioni di lire. “L’aspetto più bello di queste adozioni – aggiunge Ghielmi – è che per il ‘Progetto Gemma’ si creano ‘cordate’ di persone, spesso nelle parrocchie, che adottano la mamma e il nascituro. Di fronte al processo di rimozione della strage per aborto, queste ‘cordate’ hanno consentito di salvare 2700 bambini”. Secondo Ghielmi l’adozione delle madri e dei loro bambini, nel rispetto dell’anonimato, si conferma uno strumento molto valido, “mentre purtroppo sembra diffondersi un utilizzo dell’interruzione della gravidanza come si trattasse di una piccola operazione chirurgica”. Da quando il “Progetto Gemma” è partito sono stati raccolti e integralmente redistribuiti alle madri ben 13 miliardi e mezzo. Molte donne hanno rinunciato poi agli aiuti, perché il marito aveva nel frattempo trovato lavoro, o perché riaccolte in famiglia. In tal caso il sostegno è passato ad altri casi in lista di attesa.