ECUMENISMO: T. VALDMAN, “BISOGNA IMPARARE A PERDONARE”

“Cristo bussa alla porta nostra con la sua grazia e il suo perdono. Occorre però lavorare su di noi per diventare capaci di ricevere il perdono”. Lo ha detto questa mattina padre Traian Valdman, decano delle comunità ortodosse romene in Italia, che ha presentato al Convegno ecumenico di Perugia sul Padre Nostro una riflessione sul perdono. “Si perdona – ha detto l’ortodosso – a parole, si perdona a gesti, si perdona con la vita. Le condizioni del perdono sono il pentimento, l’amore per l’altro e la gratuità, per cui si perdona dimenticando”. “Accordare il perdono a chi ci ha offesi – ha spiegato il decano – non è un prezzo da pagare a Dio per ricevere il suo perdono ma è piuttosto un modo di vivere per diventare capaci di ricevere il perdono che Dio ci dona gratuitamente”. L’ortodosso fa notare come il perdono, da “una parte ristabilisce la persona, dall’altra ristabilisce il suo modo di vivere in comunione con gli altri”. Per questo motivo, “il perdono in ambito ecumenico – ha proseguito padre Valdman – è importante ma più che a parole si richiede un perdono a fatti. La vera conversione infatti non sta nel dire ‘mi dispiace di aver sbagliato’, sta nel non commettere più quello che ho commesso prima. Chiedere il perdono a livello ecumenico significa non fare più da soli ciò che possiamo fare insieme. Significa porci di fronte agli altri non in una situazione di autosufficienza o di esclusivismo ma con la modestia di affermare che la verità non è tutta da una parte, con la modestia che sa trasformare l’atteggiamento esclusivo e settario in possibilità che si dà a ciascuno di portare le peculiarità delle proprie tradizione cristiane”. A questo proposito, anche padre Valdman ha concluso dicendo: “dobbiamo oggi affermare quello che ci unisce e risolvere ciò che ci divide nello spirito del dialogo della carità”.