Il vescovo mons. Giuseppe Chiaretti, il metropolita ortodosso Gennadios Zervos, il pastore evangelico Domenico Tomasetto, in rappresentanza delle rispettive Chiese cristiane riunite in questi giorni a Perugia per il convegno ecumenico sul “Padre Nostro”, ieri hanno diffuso un appello per la pace in Kosovo. “Nella polifonia dei cuori che lo Spirito ha suscitato nella coscienza di tutti, nel momento in cui abbiamo riflettuto, ascoltato, cantato, pregato il ‘Padre Nostro’ – si legge nel messaggio – abbiamo tutti individuato come un angoscioso filo rosso che ha percorso l’intero convegno ecumenico la consapevolezza dolorosa e il radicale ripudio della realtà della violenza etnica e della guerra che stanno insanguinando Paesi a pochi passi da noi. L’aver celebrato insieme il ‘Padre Nostro’ ha ravvivato in noi la coscienza di essere tutti ‘figli adottivi di Dio’ e, dunque, chiamati al dovere della fraternità gli uni con gli altri. L’aver posto al centro del nostro incontro la necessità e l’urgenza della preghiera ci ha messi nella giusta relazione con Dio, come mendicanti bisognosi di Dio della sua grazia, del suo perdono. L’aver pregato insieme ‘sia santificato il tuo nome’ ci ha richiamati con rinnovata forza alla nostra responsabilità che il nome di Dio non sia profanato fra i popoli per colpa nostra. Versare sangue innocente, sin dai tempi di Abele, primo fratello a cadere per mano del fratello, è profanazione della terra e aperto rifiuto di dare gloria al Dio che ha creato uomini e donne a sua immagine. I partecipanti al convegno sul ‘Padre Nostro’, padre comune, padre di tutti, al tramonto di un secolo in cui il nome di Dio è stato molte volte profanato a causa del peccato dei suoi stessi figli, invocano con forza la venuta del Regno di Dio e nell’attesa si impegnano, e fanno appello alle Chiese cui appartengono, di ricercare e di fare insieme la volontà del Padre che è in primo luogo pace, giustizia, libertà per tutti i figli di Dio nel mondo che Egli appassionatamente ama”.