KOSOVO: LETTERA APERTA DI PAX CHRISTI AI VESCOVI ITALIANI

La sezione italiana di Pax Christi, movimento cattolico internazionale per la pace, ha diffuso una lettera aperta ai vescovi italiani. “Attraversiamo un momento drammatico – si legge nella lettera – per le nostre coscienze di uomini e di donne e di cristiani per un conflitto che, come tutte le guerre, è iniziato con asserite motivazioni di diritto e giustizia e chiara affermazione di limiti ben precisi e si sta avvitando invece in una spirale di violenza crescente e di inaudite sofferenze di popoli interi”.” “Per Pax Christi “il protrarsi di tale situazione genera nella nostra società, insieme ad una forte inquietudine, una progressiva assuefazione e indifferenza ed ancora più un sentimento di rassegnazione”. E prosegue: “Abbiamo uno straordinario magistero di Pontefici in questa seconda metà del secolo, a cominciare da Pio XII per arrivare a Giovanni Paolo II che resta la voce più alta ed ascoltata nell’orizzonte mondiale, ma sentiamo il bisogno della voce più vicina dei nostri Pastori”. “Osiamo chiedere ai nostri vescovi – si legge ancora nella lettera – di uscire allo scoperto. Pensiamo che nessuna neutralità è possibile”. “La liturgia – conclude Pax Christi – associa nella comunione dei santi il nome del Santo Padre Pastore della Chiesa universale a quello dei nostri vescovi. Chiediamo rispettosamente e insistentemente che questa comunione e unità profonda risuoni chiaramente, unendo in una unica voce le sortite audaci del nostro Padre alla ferma parola dei nostri Vescovi”.” “Diversi vescovi rivolgendosi ai fedeli delle proprie diocesi, in queste settimane di guerra e in particolare in occasione della Pasqua, hanno condannato il conflitto ed esortato a trovare soluzioni diplomatiche. E il Segretario Generale della Cei, mons. Ennio Antonelli, il 23 marzo, nell’imminenza dell’attacco della Nato alla Serbia aveva dichiarato: “Una forza di interposizione umanitaria non solo non desta perplessità ma in certi casi può essere doverosa, mentre il bombardamento desta molte perplessità e comunque non risolve”. Su questo tema, proseguiva Antonelli, “non c’è una posizione ufficiale della Chiesa italiana perché non abbiamo riflettuto su questo e, del resto, non avremmo forse neppure gli elementi per esprimere un giudizio”. Ma, aggiungeva Antonelli, “I bombardamenti forse risolvono qualcosa? Io ho qualche perplessità”.” “