PROGETTO CULTURALE: CARD. RUINI, “NO” ALLO SCETTICISMO E AL “PENSIERO DEBOLE”

Bisogna “evitare il rischio che la frammentazione del sapere, da molti considerata quasi la cifra del mondo postmoderno, rimanga soltanto l’espressione della rinuncia a rispondere alle domande sul senso ultimo della realtà”. Lo ha detto il card. Camillo Ruini, vicario del Papa per la diocesi di Roma e presidente della Cei, aprendo oggi i lavori del seminario su “Interpretazione del reale: teologia, filosofia e scienze in dialogo”, in svolgimento a Roma (fino a domani), presso la Pontificia Università Lateranense, per iniziativa del Servizio nazionale per il progetto culturale e dello stesso ateneo. Secondo il cardinale, “scetticismo e pensiero debole appaiono come l’espressione di una rinuncia, più che come l’acquisizione di nuove e più mature consapevolezze circa il nostro ruolo all’interno del genere umano, sulla terra e nell’universo”. Di qui la necessità di “rispondere alla sfida della complessità attraverso un approccio differenziato che, da una parte, non cancelli e nemmeno sottovaluti le acquisizioni scientifiche e filosofiche degli ultimi decenni, e che, dall’altra, trovi la forza per ripercorrere con libertà e intelligenza le vie che collegano le dimensioni attuali del sapere con la tradizione cristiana”. Solo così, ha concluso il card. Ruini, si può dar luogo ad un “incontro fecondo tra pensiero scientifico, rivelazione cristiana e filosofia compatibile con questa rivelazione”, tenendo presente che il Papa nella “Fides et Ratio” raccomanda di mantenere “una concreta tensione verso l’unità del sapere”.