La Conferenza italiana Superiori Maggiori (Cism), a nome dei 26.154 religiosi d’Italia, ha inviato un “appello per la pace” ai presidenti della Federazione di Yugoslavia, degli Stati Uniti e dell’Unione Europea, ai segretari generali della Nato e dell’Onu e al presidente del Consiglio italiano per chiedere “di cessare le deportazioni e i bombardamenti e di riprendere al più presto i negoziati”. ” “I religiosi “alzano la voce sul fragore delle armi e dei bombardamenti della Nato e sulle stragi ed espulsioni di massa degli albanesi del Kosovo”. “Fiduciosi che gli appelli di Giovanni Paolo II, dei vescovi e degli ‘uomini di buona volontà’ cadono sul buon terreno – si legge nell’appello – facciamo voti perché ci si attivi ancora di più a soccorrere i rifugiati del Kosovo nella drammatica situazione e coloro che subiscono le conseguenze dei bombardamenti e a creare le condizioni di una pacifica convivenza di etnie diverse nella terra dei Balcani. Noi pregheremo fiduciosamente – assicurano i religiosi – perché questo avvenga”.” “Nell’appello, la Cism ribadisce che “nulla è perduto con la pace e tutto può esserlo con la guerra” e ricorda ai responsabili delle nazioni che “la loro autorità viene da Dio, a cui devono rendere conto”. “Per questo – concludono i religiosi – li supplichiamo di tentare con impegno e responsabilità tutte le vie per risolvere i problemi sociali ed etnici”.” “